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martedì 20 dicembre 2011

Hanukkah biscuits

Tonigh is the first of the 8 Hannukah days, the Jewish Festival of Lights.
Last year I showed you my sufganiot and this year I want to celebrate with you all offering some Menorah  biscuits. We will eat them in front of our first candle light.

Are your lights ready to be lit?


What you need (for about 30 biscuits):
  • 6 tbsp flour
  • 2 tbsp potato flour
  • 3 tbsp sugar
  • g 150 butter (or margarine)
  • 1 egg
  • 1g vanilla flavoring
  • 1 teaspoon baking powder
  • 1 lemon zest
  • 1 pinch of salt
For the icing:
  • g 200 icing sugar
  • juice of 1/2 orange
  • g 100 dark chocolate
  • 4 tbsp milk
  • colored gel pens (for me yellow and blue)
 Directions:
  • in a bowl mix together all the ingredients with the melted butter
  • work the dought until it forms a ball and keep it in the fridge for 15 minutes
  • put the oven at 180°C
  • from the dought have your biscuits with the stencils (or just cut them as you like)
  • let cook in the oven for 10 minutes and let them cold
  • prepare the glass mixing the icing sugar with the orange juice (just put 1tbsp and turn until the glass is done)
  • spread the glass on the cookies and decor with gel pens or with chocolate (melted with some hot milk)
Very simple to do and so nice to have on your table during all Hannnukah time.

Happy Hannukah!!

mercoledì 8 dicembre 2010

Sufganiot di Hannukah

Ultima sera di Hannukah e finalmente riesco a fare le sufganiot!

Hannukah per la tradizione ebraica è la festa delle luci che dura otto giorni in ognuno dei quali si accende una luce (aumentandone una al giorno) fino a che si arrivi all'ottavo giorno in cui tutte e otto le luci del candelabro vengono accese, mentre lo shamash (la luce al centro) deve ardere sempre.

La festa ricorda il miracolo avvenuto ai Maccabei che ribellatisi contro il regime seleucida (II sec A.C.) e liberato il tempio di Gerusalemme, cercarono l'olio per accendere il candelabro nel tempio ma si accorsero che l'olio era pochissimo e bastava solo per un gionro. Invece continuò miracolosamente a bruciare per otto giorni.

Ecco quindi che durante questa festa si usa mangiare cibi rigorosamente fritti nell'olio, proprio a ricordare l'olio bruciato nel candelabro del Tempio.

Diverse sono le ricette e le versioni di sufganiot, questa è una molto semplice e buona allo stesso tempo.

Ingredienti:
g 500 farina
2 cucchiai abbondanti di zucchero
1 bicchiere di olio
1 bicchiere di acqua
1 cubetto di lievito
1 bustina di vanillina
marmellata per farcire del gusto che più vi piace (io ciliegia)
zucchero a velo per decorare
olio di semi per friggere (io di girasole)

In una ciotola mescolate tutti gli ingredienti e lavorate l'impasto fino a formare una palla liscia che lascerete lievitare fino a che triplichi di volume.
Riprendete la pasta e formate tante piccole palline, farcitele con la marmellata e friggetele in olio bollente.
Una volta raffreddate spolveratele di zucchero a velo.

giovedì 15 luglio 2010

Hummus di ceci

La prima volta che ho mangiato l'hummus ero in Old Jaffa, si dice sia uno dei porti più antichi del mondo. Era una calda sera di luglio ed eravamo a cena in un delizioso ristorantino abbarbicato sulla montagna con vista mare.
Sia chiaro, sono un pò rigida sul cibo. Non amo mangiare cose che non capisco da dove provengano. Ogni volta che mi si presenta davanti un piatto a me nuovo lo devo osservare e devo capire cosa stò per ingoiare. Guardo i colori, sento gli odori, studio a livello visivo quelli che possono essere gli ingredienti principali. Infine passo all'assaggio.
Ci portano il menu ma senza neanche aprirlo i miei commensali mi spiegano che la cena inizia con dell'hummus accompagnato dalla pita. Alle mie richieste di spiegazione su cosa stessi per mangiare loro, tagliando molto corto, mi hanno semplicemente risposto "l'hummus è hummus, non c'è molto da spiegare. Assaggialo".
La delucidazione non mi era piaciuta affatto. Vedendo la mia espressione perplessa un'altra commensale ha avuto la gentilezza di dirmi che l'hummus era fatto di ceci. Ok, era già un passo avanti. Sapevo che non stavo mangiando carne. Era già qualcosa.
Ma le mie perplessità restavano. E mentre tutti gli altri a tavola ridevano, scherzavano e chiacchieravano aspettando l'antipasto, io leggevo il menu dove inutilmente cercavo di capire cosa contenesse questo hummus. Ovviamente il menu non riportava gli ingredienti, diceva solo hummus, da un lato scritto in ebraico, dall'altro in inglese. La mia curiosità cresceva.
Finalmente ci portano a tavola questo piatto. Rimango perplessa. Gardo la poltiglia incolore adagiata sul vassoio. Cerco di sentirne l'odore. Niente di particolare. Pensavo: "non ci siamo". Niente colore, niente profumo.
Mentre tutti si avventano con un pezzo di pita sulla poltiglia (mi spiegano che è così che si mangia) io più per educazione che per altro prendo il mio pezzo di pita e lo sporco appena con un pò della poltiglia per poi mettermelo in bocca. Quasi ne temevo il sapore.
E' stato un attimo. Non riuscivo a crederci. Fresco, leggero, gustoso. Fu amore a prima vista. L'espressione del mio viso deve essere cambiata perché tutti hanno notato sorridendo la mia sorpresa e il mio compiacimento.
Volevo la ricetta, ho chiesto gli ingredienti ma la risposta è stata "l'hummus è hummus, si fa con i ceci". Si, va bene, pensavo io, i ceci e poi? Insistevo ma nessuno era in grado di darmi spiegazioni maggiori. E si che la maggior parte delle persone sedute a quel tavolo lo preparava praticamente tutte le settimane. Poi ho capito.
Per loro è talmente scontato e normale preparare l'hummus che non gli danno più importanza. Credo sia come chiedere a una di noi come si cuociono gli spaghetti. Non si spiega. Si fa. Normale gesto quotidiano.
Poi mi sono ricordata di quella mia amica irlandese che metteva sul fuoco l'acqua fredda insieme agli spaghetti e aspettava che bollisse l'acqua..........
Ingredienti:
g 250 di ceci
2 cucchiai di tahina
il succo di un limone
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 spicchio di aglio
sale e peperoncino per condire
qualche oliva a piacere per guarnire
La sera prima mettete a bagno i ceci in acqua fredda. La mattina lavateli e metteteli a bollire. Fate cuocere per circa un'ora dal bollore. I ceci devono restare belli sodi.
Una volta cotti scolateli e conservate l'acqua di cottura. Nel mixer unite i ceci (se avete pazienza togliete la buccia), la tahina, l'olio, l'aglio schiacciato, il succo di limone sale ed un pizzico di peperoncino. Frullate il tutto e se occorre aggiungete un pò di acqua di cottura. Deve risultarne un composto omogeneo senza grumi.
Adagiatelo su un piatto da portata e guarnite a piacere con una fettina di limone, olive e peperoncino. E il gioco è fatto!
Accompagnamento ideale è la pita ma a me piace con qualsaisi tipo di pane!

venerdì 28 maggio 2010

Challah-Il pane del sabato

Challah, ovvero il pane dello Shabbat, il sabato ebraico, giorno del riposo settimanale.
Per chi è osservante la sua preparazione è quasi un rito.
Si impasta il venerdì mattina e va fatto lievitare e cuocere prima del tramonto. Prima cioé che compaiano tre stelle in cielo, momento in cui si entra appunto nello Shabbat e momento superato il quale ogni attività lavorativa va (andrebbe) sospesa.
Da un impasto si ricavano due trecce di pane, che stanno a rappresentare le manne cadute dal cielo durante l'esodo dall' Egitto. Il pane intrecciato va poi coperto da un panno bianco che stà a rappresentare la rugiada di cui era ricoperta la manna del mattino.

Le innumerevoli ricette che si trovano in giro per i blogs prevedono tutte le uova.
Io vi presento questa versione senza uova, molto più leggera e delicata.

Ingredienti:
g 500 farina 00
1/2 cubetto di lievito
1 cucchiaio di sale
1/2 cucchiaio di zucchero
1 tazzina di olio extra vergine di oliva+olio per spennellare
due manciate di semi di sesamo

Impastate la farina con il lievito, il sale e lo zucchero unendo l'olio e tanta acqua quanto basta e lavorate l'impasto fino a formare una palla che lascerete lievitare almeno 5 ore, rimodellandola di tanto in tanto.
A lievitazione ultimata dividete l'impasto in due parti. Ogni parte la ridividerete in tre, formando tre scisce, da cui lavorerete una treccia.
Fate lo stesso con l'altra parte di impasto. A trecce ultimate, spennellatele con olio e spolverate con abbondanti semini di sesamo.
Infornrate a 170° per 25 minuti circa fino a che il pane non diventa bello dorato.

E buon appetito!

venerdì 2 aprile 2010

Matza truffles

E chi lo ha detto che senza farina e senza lievito non si posono fare dolci e dolcetti?
Provate ad assaggiare questi piccoli tartufini al cioccolato e poi mi saprete dire. A prova del più esigente dei golosoni.
La ricetta l'ho presa da un sito che presentava idee in cucina per Pesach (la Pasqua ebraica) e unendo due diverse ricette sono venuti fuori questi.
Vorreste assaggiarne uno????

Ingredienti:
2 fette di matza (pane azimo)
2 tazzine di caffè zuccherato
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio abbondante di cacao amaro
la buccia di un limone grattugiata
g 30 di margarina vegetale
5 cucchiai di farina di cocco

In una ciotola sbriciolate le matza. Unite il cacao, 2 cucchiai di farina di cocco, il limone grattugiato e amalgamate per bene. Unite ora il caffè tiepido e la margarina ammorbidita. Impastate con le mani fino ad ottenere un composto bello sodo. Formate delle piccole palline e rigiratele nel cocco rimasto.
Lasciate raffermare in frigo per una mezz'ora prima di servire.
Un piccolo consiglio: essendo pochissimi ingredienti, il segreto stà nella qualità degli stessi. Usate un ottimo cacao amaro e un limone non trattato dalla buccia bella spessa e profumata: faranno la differenza!

giovedì 25 febbraio 2010

Hamantashen - le orecchie di Haman

Arriva Purim e non potevo non cimentarmi nel dolce più tradizionale, le orecchie di Haman, o Hamantashen.
La festa di Purim ricorda un fatto accaduto circa 2.500 anni fa in Persia durante il regno di Assuero. Si racconta nel libro di Ester, uno dei libri della Bibia, che Haman, il perfido consigliere del re, voleva sterminare tutti gli ebrei del regno, uomini, donne e bambini. Per intercessione della regina Ester, una giovane ebrea che era diventata moglie del re nascondendo la propria origine ebraica, e di suo zio Mordechai, che era il capo della comunità ebraica, gli ebrei vennero salvati e i responsabili della tentata "soluzione finale del problema ebraico" furono puniti. A ricordo dello scampato pericolo fu istituita la festa di Purim, che letteralmente significa "sorti", perché il giorno stabilito per il massacro era stato estratto a sorte dal perfido Haman. La festa è caratterizzata da uno spirito estrememente gioioso: si fanno doni ai bisognosi; si inviano cibi e bevande in regalo agli amici; si partecipa ad uno speciale banchetto festivo in cui si beve vino a volontà, fino a confondersi e a scambiare le benedizioni con le maledizioni, a tal punto da dire "benedetto Haman" e "maledetti Ester e Mordechai". I bambini usano mascherarsi a ricordo del ribaltamento delle sorti.



Ingredienti per circa 30 orecchie di Haman:
g 300 farina
2 uova
2cucchiai di olio
g 140 di zucchero
la scorza grattugiata di un limone
1/2 bustina di lievito
1 pizzico di sale

Per il ripieno di prugne:
marmellata di prugne
succo d'arancia
pinoli

Ripieno di papavero:
g 150 di semi di papavero
1 bicchiere di latte
1 cucchiaio di miele
g 100 di uvetta

Ripieno di cioccolato:
g 100 di cioccolato fondente
3/4 cucchiai di latte

Preparate la base di pasta frolla lavorando la farina con lo zucchero, le uova, l'olio, il sale, la buccia grattata del limone e il lievito. Formate una bella palla e lasciate riposare una decina di minuti.
Il bello di questi biscottini è che il ripieno varia a seconda delle tradizioni locali e della fantasia.
Io qui ne ho preparati tre di mio gusto, sciogliendo il cioccolato fondente in un pochino di latte, preparando la crema con i semi di papavero, il latte, l'uvetta e il miele e il terzo mischiando della confettura di prugne con del succo di arancia e uvetta. Volendo ce ne sono tantissimi altri.
L'importante è che ricordiate che tutti gli impasti dei ripieni devono essere freddi quando si usano.
Stendete la pasta frolla alta circa 1/2 centimetro e tagliatela rotonda (usate un bicchiere). Mettete in ogni tondino di frolla un cucchiaino circa del ripieno e chiudete a triangolo, in modo che resti la forma che ricordi un cappello (quello di Haman appunto). Si deve sempre vedere il ripieno. Saldate i bordi, inforante a 190° per circa 15 minuti.

Se vi piace spolverateli di zucchero a velo. Sono buonissimi e sfiziosi. Preparateli sempre con due o tre ripieni diversi per accontentare tutti i gusti. Avrete un successone!!





martedì 16 febbraio 2010

Burichitas



La cucina ebraica è un mondo tutto da scoprire e da assaporare. Divisa alla base tra sefardita e ashkenazita, ha preso poi negli anni e nei secoli colori, odori e sapori locali a seconda dei vari luoghi in giro per il mondo dove la diaspora ha portato ho fatto passare gli ebrei.

Questa ricetta arriva dalla tradizione culinaria sefardita bulgara, che ho trovato in un delizioso e divertentissimo libro di Moni Ovadia "Il conto dell'ultima cena" che consiglio a tutti di leggere.
E' un piatto semplicissimo, gustoso e veloce da preparare. Non vi deluderà.

Ingredienti (per circa 10 burichitas):
1 rotolo di pasta sfoglia o brisé
g 100 di ricotta
g 100 di telemé (formaggio bulgaro) o feta (formaggio greco)
g 50 di mollica di pane
1 uovo + 1 tuorlo
grana grattugiato
sesamo

Distendete il rotolo pasta sfoglia e lasciatelo riposare per almeno 10 minuti fuori dal frigo.
Preparate intanto il ripieno. In una ciotola mettete ricotta e feta (o talamé), un cucchiaio di grana grattugiato, l'uovo e la mollica di pane bagnata e strizzata. Amalgamate tutto per bene.
Formate con la pasta sfoglia tante formine come per dei grandi ravioli (come misura di circonferenza potete usare un bicchiere). Disponete su ogni rondella creata un cucchiaio di ripieno e richiudete con un altro disco di pasta. Sigillate bene i bordi aiutandovi con una forchetta.
Spennellate con il rosso d'uovo e cospargete di grana e sesamo.
Mettete in forno a 200° per 15 minuti circa.
Una vera bontà!!