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sabato 8 ottobre 2011

Choco and coconut little dessert

If I stay too many days without eating chocolate I become depressed and moody. 
But I'm just a little choco sweetness, you know a maffin, a cooky or a very simple pudding and life starts smile me again.
And this is my last solving after a few no-choco days.
Very easy and fast, coconut and choco mixed never disappoints!


What you need for 2:
200 ml milk
2 tbsp unsweetened cocoa powder
3 tbsp coconut flour
1 tbsp cornstarch
1g vanilla flavoring

Directions:
  • in a pot mix the cornstarch, the vanilla flavoring, 1 tbsp cocoa and 1 tbsp coconut flour
  • add milk very slowly and run the mixture
  • turn to low eat and bring to a boil. Turn off
  • butter and flour the molds with coconut flour
  • pour the cream in to the molds and keep in the fridge for a couple of hours
  • before serving turn over the molds on a platter and sprinkle with cocoa powder and coconut flower
A little delicious!

lunedì 3 ottobre 2011

Pear and Blueberry Parcels

Whenever I am in London I can't miss a step to The Book Warehouse in Notting Hill. Last time I spent half of my last afternoon in that shop looking around for cook books. All that I like I can find there: Vegetarian, Vegan, Cakes and Dessert. This was one of my purchaces.
And this recipe comes just from that book. Easy and fast, fruit that becomes a dessert: what's better?

What you need for 2:

2 firm, ripe pears
g 100 blueberries
2 tablespoons lemon juice
2 tablespoons brown sugar
ground black pepper

  • Preheat the oven to 200°C. Peel the pears thinly. Cut in half lengthways. Scoop out the core from each half. Brush the pears with lemon juice to stop them browning.
  • Cut two squares of double-thickness foil, each large enough to wrap a pear. Place two pears halves on each square, cute side upwards. Gather the foil around the pears, to hold them level.
  • Mix the blueberries and sugar together and spoon them on top of the pears. Sprinkle with black pepper. Wrap the foil over and make sure it is properly sealed. Cook for 20-25 minutes until the fruit is tender.
Pears and blueberries cook on their own juices, that's a fragrant low fat dessert also great for those on a diet.

Note: After many requests, I finally decided to write my blog in English to make it easier to read for my readers all around the world. But please be patient, I know my English is not perfect!

lunedì 29 agosto 2011

Zuppa inglese in versione leggera senza uova



Una volta era diverso. Il marito si occupava dei piccoli lavori elettrici, delle pitture, di appendere i quadri, di fare un buco con il trapano per fissare un appendiabito. Insomma, nessun lavoro per cui si richiedesse la laurea in ingneria meccanica o in fisica nucleare. Semplicemente una moglie sapeva che se andava in corto una lampadina in cucina poteva stare tranquilla e doveva solo aspettare il rientro a casa del marito. Ok, mi dite dove sono finiti tali uomini?


Io tremo ogni volta che c'è un chiodo da fissare al muro o un filo da collegare per accendere una luce. "Ma dai, lo faccio io!" si offre prontamente volontario Lui, il marito in questione. Comincio a sudare freddo. Continua imperterrito"Mica vorrai chiamare un elettricista per una sciocchezza simile?" Ecco, ci risiamo. Mi viene in mente l'ultima volta che aveva trovato un filo che secondo lui era di troppo e con tutta la noncuranza del mondo aveva già afferrato le forbici per tagliarlo. Come fosse un filo di lana che pende da un lato della giacca.


Mi agito. Cerco di fargli cambiare idea tentando le vie più diplomatiche. "Si, magari è una cosa da nulla ma non è il tuo mestiere, non sei portato per certi tipi di lavori" I miei tentativi non fanno che peggiorare la situazione. "Sei sempre la solita esagerata e non hai per nulla fiducia in me!" Intanto mi torna in mente l'altra volta in cui per sostituire uno spinotto dell'antenna si ferì un dito con un cacciavite e si pistò un unghia con le pinze. Che poi bene o male le cose riesce pure a farle poveretto, impiegandoci però il doppio del tempo e il triplo della fatica necessari.


"Magari chiediamo ad una persona esperta da cosa potrebbe dipendere, così ci può dare indicazioni sul da farsi" tento disperatamente. Le mie parole cadono però nel vuoto e intanto si arma della sua fantomatica cassetta degli attrezzi (da dove sà a malapena riconoscere un cacciavite a stella da uno a punta), tira fuori la scala dal ripostiglio e in me che non si dica si è già calato nella parte dell'operaio elettricista. "Tu reggimi la scala, un minuto e ho finito". Sconsolata assisto al lavoro e sempre con mille occhi cerco almeno di evitare il peggio.


Morale della favola: ci sono volute tre ore. E c'era solo da collegare un filo.

Ingredienti per 4 monoporzioni:

g 200 circa di biscotti secchi (senza uova)
2 bicchieri di latte fresco
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio abbondante di amido di mais
1 bustina di vanillina
1 cucchiaio di cacao amaro + quello per decorare

liquore alchermes per bagnare i biscotti


Preparate la crema. In un pentolino miscelate zucchero, amido e vanillina. Aggiungete il latte a filo girando con una frusta in modo da non far venire grumi. Mettete sul fuoco a fiamma bassa e portate a bollore mescolando di continuo. Quando bolle e la crema comincia a fumare spegnete e lasciate raffreddare.


Una volta tiepida dividete la crema in due parti. Ad una parte aggiungete un cucchiaio di cacao amaro e girate bene con una frusta fino a sciogliere il cacao.


Versate in una ciotola dell'alchermes e preparate le ciotoline per le monosporzioni. Per facilitare poi il rovesciamento sul piatto da portata vi consiglio di foderare ogni stampo con della pellicola.


Iniziate la composizione posizionando sul fondo e ai lati dello stampo i biscotti bagnati al liquore. Versate ora una parte della crema, fate un altro strato di biscotti inzuppati e poi ancora crema (dell'altro colore). Coprite con un ultimo strato di biscotti bagnati di liquore, coprite gli stampini con altra pellicola o della carta alluminio e ponete in frigo per almeno 4 ore.


Al momento di servirle, rigirate le ciotoline sul piatto da portata, spolverate con cacao amaro e servite.


Leggera leggera, veloce e golosissima. Provatela!






martedì 12 luglio 2011

Ricotta, fichi e rhum: mai provato?

Da bambina la mia colazione estiva preferita era pane e fichi. Appena raccolti dall'albero dietro casa, su un letto di foglie di fico e adagiati dolcemnete dentro il cesto di vimini, mi arrivavano sulla tavola la mattina presto. Belli, verdi, grandi e polposi. E allora si prendeva una fetta di pane (quello buono casareccio) e ci si aprivano sopra dei fichi. Che bontà!
Ma era una vita fà, nella mia vita di campagna.
Oggi che faccio vita "di città" i fichi mi piace molto usarli per cucinare.
Della mia crostata vi ho già parlato.
Oggi invece vi lascio con un dolce al cucchiaio semplice e veloce da fare, leggero e molto, molto gustoso.

Ingredienti per due persone:
g 200 di ricotta freschissima
5 cucchiai di zucchero
4 fichi (se piccoli aumentate a 6)
5 cucchiai di rhum
4 biscotti secchi
una bustina di vanillina

Lavate e sbucciate i fichi. Due riduceteli in polpa con una forchetta, gli altri due tagliateli a fette o a spicchi.
Passate al setaccio la ricotta, unite un cucchiaio di rhum, uno di zucchero e la vanillina. mescoalte per bene fino a formare una crema densa ed omogenea. fate riposare in frigo per dieci minuti.
Intanto sbriciolate i biscotti secchi.
In una padella antiaderente mettete i fichi schiacciati con due cucchiai di zucchero e due di rhum. Fate cuocere per cinque minuti fino a che si riduca tutto ina specie di composta.
Preparate la stessa base di rhum e zucchero e fate caramellare i fichi rimasti.
Ora componete il dessert.


In una coppa o un bicchiere mettete come base un cucchiaio della composta. Aggiungete la crema di ricotta, continuate con i biscotti sbriciolati, altra composta e finite con i fichi caramellati.

Una piccola bontà, ottima come dessert estivo.


lunedì 6 giugno 2011

Panna cotta alle fragole


Quando si ha la fortuna di avere a disposizione un fazzoletto di orto da coltivare per un breve periodo meglio approfittarne.
E dopo le
piantine di pomodori che ormai crescono a vista d'occhio rigogliose e profumate, è la volta delle fragole.

Sono soddisfazioni. Uscire in giardino, raccogliere le fragoline e rientrare in cucina per prepararci subito un bel dolcino non ha prezzo. E anche se parliamo di un fine pasto noto, fatto e rifatto più volte, con le fragole da me coltivate acquista tutto un altro sapore!


Ingredienti:


una busta di preparato per panna cotta Molino Chiavazza


400ml di panna fresca


100 ml di latte fresco


una manciata di fragole ben mature


1 cucchiaio di zucchero


Preparate la panna cotta come indicato in busta. Travasate in uno stampo intero o in stampini singoli. Lasciate raffreddare e trasferite in frigo per 5-6 ore.


Poco prima di servire in una ciotola schiacciate le fragole con lo zucchero fino ad ottenere un composto morbido a pezzettoni (non frullatelo).


Sformate la panna cotta e guarnitela con il composto appena preparato. Finite la decorazione con fragole intere o a fette, come più vi piace.


Semplice, veloce e sempre di effetto!

giovedì 17 febbraio 2011

Crema compatta arancia e cioccolato

Fino a qualche anno fa era la mia amica Francesca a tenere i conti. I suoi, i miei, quelli di tutte. Così se avevo un dubbio mi rivolgevo a lei:"Fra, quanto è esattamente che mi vedo con stò stizio?" e lei, sempre impeccabilmente precisa: "Sono tre mesi, sette giorni e cinque ore".
E ogni volta che io insinuavo il minimo dubbio sul suo conteggio, lei prontamente mi ricordava il giorno esatto del calendario e l'ora dell'appuntamento. La adoravo per questo. Era fantastica. Perché a tutta la mia mancanza di romanticherie, memorie su ricorrenze, eventi, feste varie, c'era lei pronta a farmi da agenda. E le veniva così spontaneo e naturale che era diventata il nostro (di noi amiche) punto di riferimento. Così ogni volta che ci lanciavamo su pettegolezzi e avvinementi vari (molto spesso devo dire, bei tempi) se lei non era lì presente scattava sempre la telefonata preceduta da un "Dobbiamo chiedere a Francesca". E lei rispondeva sempre: precisa, puntuale, impeccabile.

Oggi che sono passati diversi anni, che a dividerci sono arrivati lavori, traslochi, convivenze e matrimoni, ecco, oggi mi sono dovuta ricordare da sola che era giunto il mio anniversario.

Lo avevo scritto sul calendario con largo anticipo ma ovviamente lo avevo rimosso.


E ogni volta devo fare uno sforzo enorme per calcolare non dico le ore e i giorni (non arriverei mai a tanto) ma almeno gli anni........e non ridete, dico davvero. E non perché non tenga alla persona che mi stà accanto ma proprio perché sono negata per questo tipo di festeggiamenti.


Sono certa che a tutt'oggi Francesca una imperdonabile dimenticanza del genere non l'avrebbe mai avuta.

E comunque, all'ultimo minuto, mi sono inventata un mini dessert giusto giusto per me e per il mio caro tesoruccio. E, sia chiaro, abbiamo festeggiato. Ma che c'entra, noi festeggiamo ogni giorno......


PS: Ma voi ce l'avete un' "amicafrancesca"?


Ingredienti per due persone:

1 bustina di preprato per Crema Pasticcera Molino Chiavazza
250 ml di latte
1 cucchiaio abbondante di cacao amaro di ottima qualità
1 arancia non trattata
zucchero a velo per guarnire


Mettete in una ciotola a bordi alti il preparato in busta, aggiungete il cacao, la buccia grattugiata dell'arancia e montate la crema. Travasatela in uno stampo che vi piace e lasciatel ain frigo per un'oretta circa. Sformatela, guarnitela con delle fette di arancia e spolveratela di zucchero a velo.

Prendete ora un cucchiaino e ............. gustatevela!

martedì 21 settembre 2010

Crostata di frutta di settembre

Vi lascio oggi di corsa una ricetta di una crostata buona buona tutta frutta di stagione.
Provatela, semplice e buona!

Ingredienti


Per la base:
2 uova
g 150 farina
g 100 zucchero
1 bicchiere di olio di semi (circa 120 ml)
1/2 bustina di lievito
la buccia grattugiata di 1/2 limone



Per la crema:
2 bicchieri di latte ( ml 350 circa)
2 cucchiai di zucchero
1 tuorlo d'uovo
1 cucchiaio di amido di mais
1 bustina di vanillina


Per la decorazione:
1 pesca
3 fichi
qualche acino di uva
un pugno di lamponi
il succo di 1 limone
gelatina per dolci (facoltativa)



Preparate la base. Sbattete bene le uova con lo zucchero. Unite gradualmente olio, farina, buccia di limon e lievito. Travasate il tutto in uno stampo da crostata (di quelli che si capovolgono) imburrato e infarinato e infornate a 180° per 20 minuti. Sarà pronta quando la superficie diventerà dorata (fate comunque sempre la prova stecchino).

Sfornate la base, rigiratela su un vassoio e lasciatela intiepidire.

Intanto preparate la crema. In un pentolino mettete lo zucchero, l'amido e la vanillina e girate per bene. Aggiungete il tuorlo d'uovo e il latte a filo girnaod per bene in modo da non far venire grumi. Accendete a fuoco basso sempre girando e portate ad ebollizione. Quando la crema sarà diventata bella densa spegnete e lasciate intiepidire anche questa.

Sbucciate la pesca a fettine sottili e irroratela con il succo di limone (per no farla annerire). Tagliate anche i fichi a spicchi. Se troppo molli metteteli prima 10 minuti in freezer (un pò rassodati dal freddo si taglieranno meglio).

Ora riprendete la base e spalmateci la crema ormai a temperatura ambiente. Sistemateci sopra la frutta come più vi piace e, se preferite, spennellate la frutta con un pò di gelatina (si conserverà meglio).



Ottima, leggera che ricorda ancora agosto ma con la frutta dell'ormai inoltrato settembre.

A cavallo tra estate ed autunno, sarà un successo!

venerdì 20 agosto 2010

Crema di pesche al Cointreau

Anche Sotheby's ci è cascata. Prima o poi doveva succedere. Il settore "Food" è troppo appetibile per non interessare anche loro.
Se il prossimo 23 Settembre siete a New York, recatevi nel loro meraviglioso palazzo di 12 piani a Mahattan sulla 72ma strada, potrete così partecipare alla messa all'incanto di ortaggi. Rari, preziosi e a rischio di estinzione, vero, ma pur sempre ortaggi. € 1200,00 per cassetta e immagino che sia solo la base d'asta!
Si intitola "L'arte del coltivare" e la vendita sarà a scopo benefico, per aiutare i produttori locali e gli immigrati che vogliono cominciare a coltivare negli States.
Iniziativa lodevole per una delle maggiori case d'asta mondiali, che si rivela sensibile ai problemi terreni (in tutti i sensi).
E per chi come me ha assistito proprio lì a vendite all'asta milionarie di oggetti dell'antico Egitto, di meravigliosi quadri impressionisti o di anfore greche, vi assicuro che è uno shock!
Maliziosamente mi vine di pensare che la crisi colpisce proprio tutti. Sono convinta che fino a qualche anno fa Sotheby's non si sarebbe mai neanche lontamanete sognata di mettersi a fare la fruttivendola!!!!

Coppe di crema di pesche al Cointreau

Ingredienti per due persone:
2 pesche ben mature ma sode
1 bicchiere colmo di latte (circa 200ml)
1 cucchiaio di maizena (o amido di mais)
1 cucchiaio di zucchero
un pizzico di vanillina
3 cucchiai di Cointreau
una manciatina di pinoli

Sbucciate le pesche, tagliatele a fettine e mettetele a macerare in una ciotola con il liquore.
Intanto preparate la crema. In un pentolino mettete la maizena, lo zucchero, la vanillina e aggiungete poco per volta il latte. Unite un cucchiao di Cointreau. Accendete a fuoco lento e portate a bollore fino a che la crema si sarà bene addensata. Spegnete e lasciate raffreddare.
Preprate le due coppe (o i due bicchieri). Sciacquateli con acqua fredda e rovesciateli all'ingiù in modo che non restino residui di acqua.
Mettete sul fondo parte delle pesche tagliate a quadretti non troppo piccoli. Versateci sopra la crema e guarnite la superfice con le restanti fettine di pesche e i pinoli.

Un dessert facile, veloce e gustosissimo!!

venerdì 13 agosto 2010

Crostata di uva nera e pesche bianche




Ma voi ve la ricordate Mariarosa di Bertolini?


Da piccola mentre mia madre preparava i dolci io mi leggevo e rileggevo la storia di Mariarosa, la conoscevo praticamente a memoria. Con mia sorella ci divertivamo da matte a ripeterla in continuazione, azzardando canzoni di ogni tono (anzi stono!!!). A ripensarci oggi mi rendo conto della pazienza di mia madre, con queste figlie che si credevano cantanti con la filastrocca di Mariarosa!!

E questa è appunto una ricetta (con alcune piccolissime variazioni) ripescata da un vecchio ricettario Bertolini che usava mia madre . Lo conservo gelosamente. Avrà almeno 30 anni ma la riuscita è sempre ottima!


Ingredienti per la pasta:

g 300 di farina

g 100 di zucchero

g 100 burro

2 uova

la scorza lavata e grattugiata di un limone

un pizzico di sale

una bustina di lievito




Ingredienti per il ripieno:

ml 500 di latte

g 100 zucchero

g 50 farina

2 tuorli

un pizzico di sale

una bustina di vanillina





Ingredienti per la decorazione:

un grosso grappolo di uva nera

2 pesche bianche

una bustina di gelatina per frutta


Sulla spianatoia impastate rapidamente la farina con lo zucchero, il sale, il burro ammorbidito e tagliato a pezzetti, la scorza di limone e le uova. Incorporate il lievito e riducete l'impasto a sfoglia ricoprendo il fondo e i bordi della teglia imburrata e spolverata di farina. Con una forchetta praticate alcuni fori, rivestitelo di carta di alluminio, riempite di fagioli secchi e passate in forno caldo per 40 min a temperatura moderata, senza aprire lo sportello. Lasciate il dolce in forno spento ancora 5 minuti. Togliete la carta con i fagioli e lasciate raffreddare.

Preparate la crema pasticcera. Stemperate insieme la farina, lo zucchero, la vanillina, i tuorli con il latte aggiunto a filo. Mescolate bene e mettete su fuoco basso girando in continuazione fino a quando la crema non prenda consistenza. Spegnete e lasciate intiepidire.

Riempite il disco di frolla di crema pasticcera, adagiatevi sopra la frutta pulita e lavata (la pesca tagliata a fettine).

Preparate la gelatina secondo le indicazioni e spennellatela sopra la frutta.

Lasciate riposare una mezz'ora in luogo fresco prima di servire.

martedì 3 agosto 2010

Panna cotta con gocce di cioccolato

In realtà la panna cotta non mi ha mai fatto impazzire. Ho avuto varie volte modo di assaggiarla in giro per ristoranti ma niente di che. O era troppo pesante o troppo dolce e puntualmente l'abbinamento che mi ci proponevano sopra, che fosse alla frutta o al caramello, non aiutava mai il quasi insipido dessert che ogni volta mi volevano spacciare per una specialità della casa.
Era sempre una delusione al mio palato.
Forse é per questo che non l'avevo mai preparata da me.


Inutile farmi a casa una cosa che non mi piace, pensavo. Fino a che poco tempo fa non mi sono imbattuta quasi per caso in una ricetta di panna cotta, venuta fuori da chissà dove mentre cercavo un dolcetto per un fine pasto. La ricetta era talmente semplice e veloce che ha attratto subito la mia attenzione. Così, complice il caldo e il poco tempo a disposizione, ho deciso di tentare, quasi certa che mi accingessi a cucinare un dessert per tutti i commensali tranne che per me.


Ma già mentre la preparavo l'odore della vaniglia inondava la mia piccola cucina e le mie papille gustative si stavano molto incuriosendo.
Servita a tavola l'ho voluta assaggiare più per appagare la mia curiosità che per altro.
E' stata una rivelazione clamorosa. La mia panna cotta era delicata, leggera e quelle gocce di cioccolato fuso unite al gusto della vaniglia rendevano quel dolcetto davvero speciale.
Un bontà unica.
Non riesco ancora a crederci: per farmi adorare la panna cotta ho dovuto preparmela da sola!!

Ingredienti:
500 ml di panna freschissima
3 fogli di colla di pesce (6 g.)
g 150 zucchero
1 stecca di vaniglia
gocce di cioccolato fondente e ribes per decorare

Mettete a bagno i fogli di gelatina in acqua fredda.
In un pentolino a fuoco basso fate andare la panna con lo zucchero e la stecca di vaniglia che avete precedentemente inciso per la sua lunghezza. Quando lo zucchero si sarà sciolto unite i fogli di colla di pesce ben strizzati e lasciate cuocere ancora fino a che non saranno sciolti.
Togliete dal fuoco e passate il tutto con un colino. Travasate in uno stampo grande o in quattro piccoli e mettete in frigo per almeno 5 ore.
Prima di servire rigirate la panna cotta nel piatto da portata e guarnite a piacere con cioccolato fuso e ribes.

Buona da leccarsi i baffi!!

Con questa ricetta partecipo alla raccolta "Summer Cakes" di Menta e Cioccolato





domenica 25 luglio 2010

Pesche bianche aromatizzate al vino rosso


Se vi piacciono le pesche al vino dovete assolutamente provare questa ricetta speziata e profumata.
E' un ottimo fine pasto, sempre apprezzato da tutti.

Ingredienti per due persone:
3 pesche bianche mature ma non troppo molli
vino rosso (o resé) dolce frizzante q.b.
1 cucchiaio di zucchero di canna
5 chiodi di garofano
1 bacca di cardamomo
1 cucchiaino di cannella

Tagliate a fettine le pesche e ponetele in una ciotola capiente. Unite lo zucchero di canna, le spezie e irrorate di vino fino a che siano "affogate".
Girate per bene, coprite e mettete in frigo almeno un'oretta prima di servire.

Ottime e facilissime!




lunedì 12 luglio 2010

Delizia di prugne

Mi piacciono le prugne. Gialle, rosse e nere e chi più ne ha più ne metta. E' un frutto semplice, gustoso e fresco.
Avete mai provato a servirle cotte come dessert con a fianco un bel ciuffo di panna montata gelata? Avrete un successone!
L'idea l'ho presa da qui ma alla ricetta base ho aggiunto qualche profumo.

Ingredienti per 4 persone:
4 prugne rosse grandi belle polpose e sode
g 100 zucchero di canna
succo di 1/2 limone
5 chiodi di garofano
1/2 cucchiaio di cannella
2 cucchai di vino rosso molto dolce

Preriscaldate il forno a 170°. Lavate le prugne, tagliatele a metà ed eliminate il nocciolo. Trasferitele in una pirofila da forno con la parte tagliata verso l'alto. Spolverizzate con lo zucchero di canna, la cannella, i chiodi di garofano, il vino e un paio di cucchiai di acqua con il cucco del limone.
Coprite con carta stagnola e cuocete in forno per 30 minuti circa o finché saranno tenere ma non sfatte.

Ottima la riuscita, gusto molto delicato. Provate e mi saprete dire!

giovedì 8 luglio 2010

Dessert di crema con fragoline di bosco

Tra le varie "manie" o "mode" letteralmente esplose negli ultimi anni io metto ai primi posti quella per le previsioni del tempo. Il web è pieno di siti che danno in tempo reale le previsioni meteo, con tanto di venti, temperature e condizioni dei mari. Come se stessimo sempre tutti per imbarcarci con il nostro transatlantico personale a caccia di pesci spada. I portali nazionali, tutti, da quelli dei quotidiani a quelli tipicamente femminili di bellezza e benessere, hanno puntualmente una pagina dediacata a "che tempo fà", come se per seguire le notizie dal parlamento o della cronaca o prima di andarci a fare una ceretta fosse indispensabile sapere se tira vento o piove.
Idem in televisione. A tutte le ore del giorno e della sera le previsioni meteo sono diventate appuntamento fondamentale non solo in tutti i notiziari ma anche nell'intervallo dei films romantici a metà pomeriggio (mi ci sono imbattuta quasi per caso e ho riso mezz'ora!!).
Quando ero bambina per le previsioni meteo bisognava aspettare le 19:50 ogni sera sul primo canale, dove il mitico "Signore con i baffi" (io lo ricorderò sempre così) in due minuti liquidava milioni di telespettatori segnalando le notizie essenziali (pioggia, temperature) e dando al massimo delle indicazioni sui movimenti di alta e bassa pressione per me, allora come adesso, del tutto incomprensibili. Dopo di chè STOP. Per avere nuove previsioni si doveva aspettare la sera successiva. E quelle dovevano bastare. Con quelle ci si doveva vivere. E, ci credereste mai? Si campava benissimo!! E tutti avevano ben chiaro che tempo ci sarebbe stato il giorno successivo.
Oggi, bombardati da notizie metereologiche a destra e sinistra in ogni momento, si hanno le idee molto confuse e nessuno sà più dire "che tempo fà". E lo chiamano progresso........

Godiamoci almeno un buon dessert. Questa è un'altra versione di quella che vi ho mostrato qui. Semplicissima da fare, ottimo fine cena estivo.

Ingredienti per 2 persone:

un decina di biscotti Digestive

2 bicchieri di latte

1 cucchiaio di maizena

2 cucchiai di zucchero

la buccia grattugiata di un limone

g 100 di fragoline di bosco

1 bustina di vanillina

due cucchiai di limoncello

zucchero a velo e alcune foglioline di menta fresca per decorare


Preparate la crema come vi avevo già descritto qui e lascitela raffreddare. In una ciotola mettete il limoncello con mezzo bicchiere d'acqua, inzuppate i biscotti e foderate le coppe sul fondo e sui bordi. Al centro riempite con la crema ormai a temperatura ambiente. Abbondate di fragoline e guarnite con una spolverata di zucchero a velo e delle foglioline di menta fresca.


Con questo post partecipo alla raccolta per il calendario di Ammodomio


giovedì 24 giugno 2010

Sorbetto al limone



Il sorbetto al limone mi è sempre piaciuto. Intendo però quello puro, semplicissimo negli ingredienti e servito a tavola nel limone stesso. Fin da piccola (anche al ristorante) mi piaceva vedere questi limoni da prelevare direttamente dal surgelatore, aprire e prendere a cucchiaiate. Fresco, leggero, dissetante. E, neanche a dirlo, ottimo digestivo.


I sorbetti di frutta mi piacciono tutti, sia chiaro, ma quello al limone resta per me l'autentico, l'originale. Tutti gli altri sono copie e arrivano dopo.


Non ultimo prepararli mi diverte. Svuotare i limoni è un ottimo antistress che consiglio a tutti. Provare per credere!


Ingredienti:




4 limoni belli grossi (da riempire) + altri 2



g 200 zucchero



ml 450 di acqua



4 cucchiaini di limoncello (facoltativi)







Svuotate i quattro limoni facendo attenzione a togliere solo la polpa, avvolgeteli nella carta stagnola e riponeteli in frigo. Tenete da parte la polpa.



In un pentolino portate a bollore l'acqua, lo zucchero e le bucce degli altri due limoni (solo la parte gialla). Spegnete e lasciate raffreddare.



Riunite la polpa di tutti e sei i limoni e ricavatene il succo.



Riprendete il pentolino, eliminate le bucce e uniteci il succo dei limoni. Girate per bene.



Mettete in freezer (preferibilmente in un contenitore di alluminio) e girate ogni mezz'ora circa fino a che il composto non assuma la consistenza giusta per il sorbetto.



A questo punto riprendete i limoni svuotati, riempiteli con il sorbetto, riavvolgeteli nella carta stagnola e riponeteli in freezer.



Tirateli fuori almeno 20 minuti prima di servirli. Se gradite, aggiungete un cucchiaino di limoncello sopra ogni limone prima portarlo a tavola. Darà un tocco in più al vostro sorbetto!












mercoledì 26 maggio 2010

Quasi Profitterol

Già da un pò di tempo ho un presentimento: il mio forno mi stà abbandonando.
Sia chiaro, il suo bel lavoro quotidiano lo porta sempre a compimento ma i risultati cominciano ad essere carenti. I lieviti non crescono bene, le pietanze vengono puntalmente sbruciacchiate da una parte e mezze crude dall'altra. E' come se facesse fatica......
Per carità, le ragioni dell'"affaticamento" ci sono tutte, quindi non mi lamento.
Resta il fatto che mentre aspetto la sua dipartita definitiva per precipitarmi ad acquistarne uno nuovo di zecca, mi devo privare di alcune cotture.
Come quella dei bigné. Per preparare questo dolce infatti, sono stata costretta a comprarli .

Lo chiamo quasi profitterol perchè il ripieno mi è stato richiesto con crema pasticcera e non con crema chantilly (come andrebbe fatto).
Devo dire però che il risultato è stato ottimo, se lo sono spazzolato ad una velocità supersonica!!

Ingredienti:
una trentina di bigné vuoti

Per la crema:
ml 500 di latte
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di maizena
1 cucchiaio di farina
1 bustina di vanillina
la scorza grattugiata di un limone

Per la copertura:
g 200 cioccolato fondente
g 80 di burro

Per guarnire:
panna montata a piacere

Preparate la crema mettendo le farine, la vanillina, la scorza di limone e lo zucchero in un pentolino ed amalgamate per bene. Aggiungete il latte a filo continuando a girare per non far venire grumi. Accendete a fuoco basso, sempre girando e portate ad ebollizione o fino a quando la crema si sarà addensata.
Mettete a sciogliere intanto il cioccolato a bagnomaria con il burro.
Aiutandovi con una siringa riempite i bigné con la crema (che nel frattempo sarà a temperatura ambiente) e posizionateli su un vassoio.
Aspettate che il cioccolato e il burro si siano liquefatti e, uno ad uno, immergetevi i bigné pieni.
Posizionateli sul piatto da portata e, ad ultimo, guarnite a piacere con alcuni ciuffetti di panna montata.

martedì 18 maggio 2010

Coppe di crema e fragole

Rimettere le mani su qualcosa di già fatto non dà mai ottimi risultati. Almeno per me è sempre stato così.
Quando ero ancora studentessa universitaria e mi capitava di dover ripetere gli esami andati male, rimettermi lì a studiare e rivedere cose che avevo già assimilato e studiato mi innervosiva da matti, con l'unico risultato che arrivavo alla nuova data d'esame sempre meno preparata della volta precedente. L'esame lo superavo ma io non ero più ben preparata come la prima volta. La dedizione che ci mettevo la prima volta che studiavo un nuovo argomento era irripetibile.
Devo anche dire che io sono una che non rilegge mai lo stesso libro o rivede lo stesso film. Niente di più noioso e di inutile. Sò di cosa parliamo, sò come si sviluppa la trama, conosco i personaggi, sò come andrà a finire. Perché sprecare il mio tempo? Meglio dedicarlo ad una nuova trama dove si potranno scoprire tante nuove vicende e storie di vita.
Insomma, sul passato non si torna. Si mette un punto e si va avanti.

Sono tanto convinta della mia tesi che ero certa che tornando e rimettendo le mani su un lavoro già fatto, avrebbero lasciato qualche "sorpresa". E infatti così è stato. Sull'intervento iniziale si erano creati problemi tecnici di sicurezza e sono dovuti intervenire dinuovo.
Come per i miei esami: al primo mi sentivo preparatissima, ero sicura di me, sapevo pure le virgole e i discorsi preparati con tanto di cesello. Al secondo mi andava bene ma i lavori di rifinitura erano persi. L'attenzione iniziale era sfumata.
Intervento più mirato e riuscito ma niente fronzoli e ricami. Solo l'essenziale.
E così il mio bagno adesso è perfetto dal punto di vista idraulico ed elettrico ma mi è rimasto un traforo del Monte Bianco a cielo aperto proprio sopra la caldaia e il soffitto con le mie meravigliose travi in legno a vista piene di calce (o cemento o quello che sia..), con tanto di un tratto di muro sopra lo specchio spatolato e chiuso alla rinfusa. Tutte rifiniture su cui al primo intervento gli operai erano stati molto attenti e mi avevano lasciato tutto perfetto (a parte la polvere e lo sporco dei lavori, ovvio).
Così stamattina mi trovo dinuovo con casa piena di polvere e calcinacci con le aggravanti che esteticamente anche dopo le pulizie il mio bagno non sarà più bello come prima e che servirà un ulteriore intervento di rifinitura.
Anche loro (gli operai) hanno ripetuto l'esame. Stavolta l'hanno superato ma non erano preparati come al primo appello!!
Intanto vi lascio queste coppe di crema con le fragole, facili da preparare e tanto buone.
Io vado a pulire.......
Occorrente per 3 coppe:
un cestino di fragole (una ventina circa)
1 fetta di pane azimo (o alcuni biscotti secchi)
2 bicchieri di latte
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di maizena
1 bustina di vanillina
la buccia grattugiata di un limone
archems o sciroppo colorato per bagnare il pane azimo
In una ciotola ponete il pane azimo e fatelo ammorbidire e colorare nel liquore per alcuni minuti.
Intanto preparate la crema. In un pentolino mettete zucchero e maizena con la bustina di vanillina e il limone. Amalgamate per bene e aggiungete il latte a filo girando sempre per non far venire grumi. Accendete a fuovco basso e, girando sempre, portate ad ebollizione fino a che la crema non diventi consistente. Spegnete e lasciate raffreddare.
Intanto preparate le coppe. Sul fondo adagiate il pane azimo inzuppato e i bordi di ogni coppa riempiteli alternado pezzi di pane con mezze fragole (precedentemente lavate). Riempite le coppe con la crema a temperatura ambiente (non calda) e guarnite sopra co le fragole rimaste.
Ottimo dessert dell'ultimo minuto, piace sempre, fidatevi!


sabato 8 maggio 2010

Torta Angelina

I primi ricordi che ho di mia madre sono ovviamente in cucina. Lei che impasta, che tira le fettuccine a mano, che farcisce, che decora, che cuoce........
A casa mia ogni ricorrenza era buona per far cucinare mia madre. Che fosse solo per ospite a cena o che fossero i pranzi di Natale con 30 persone a tavola, mia madre stava sempre lì a preparare lasagne, crostatine, arrosti al forno e chi più ne ha più ne metta.
Da quando ero piccola che la osservo: lei, con la massima disinvoltura riusciva in quattro e quattr'otto a preparare una marea di prelibatezze. Come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Faceva di tutto: dai succhi di frutta alle marmellate e le conserve, dalla pasta all'uovo ai polli arrosto e la pizza..... oddio quanto era buona!!
E ai nostri compleanni non mancava mai la torta. Farcita con la crema al cioccolato, la nostra preferita. Non ha saltato mai un nostro compleanno. Ogni volta, al ritorno da scuola, la torta era pronta (oltre a quelle che ci aveva già dato da portare a scuola!). Così io e le mie sorelle siamo cresciute e ancora oggi il compleanno è sacro, non si può saltare! Una bellissima abitudine, quella di festeggiare i compleanni, che mamma ci ha stampato nel cuore. E ogni anno prepariamo sempre la torta. Ora però sono io che la preparo a lei.
E, considerando che il suo compleanno è vicino alla festa della mamma, gli auguri sono sempre doppi.
Auguri alla mia prima ed unica maestra di cucina, punto di riferimento ancora oggi per qualsiasi mio dubbio o incertezza su ricette, ingredienti, abbinamenti.
Tutto quello che vedete che creo, che impasto e che sforno lo devo a lei.

Tanti auguri Angelina!


La base della torta l'ho presa da lei, bravissima!
E poi l'ho farcita dentro e sopra con cioccolato bianco e frutti rossi.
E' venuta buonissima!!!!

domenica 25 aprile 2010

Mini dessert di Primavera

I posticipi delle partite di calcio li adoro. Vorrei ringraziare pubblicamente i "signori" che organizzano e decidono tali eventi.
Quei mariti/uomini/maschi patiti di calcio (e, nella fattispecie della Roma, che non è poco) tutti riuniti in una pizzeria di Testaccio che gentilmente ci lasciano casa tranquilla per una sera. Che meraviglia.
Così mi posso prendere un paio di ore tutte per me e fare ciò che più mi diverte: sperimentare nuove ricettine.
Ed ecco cosa ne è venuto fuori dal posticipo di questa domenica della partita Roma-Sampdoria.

Grazie "signori del calcio", questi piccoli dolci li dedico a voi.

Delle monoporzioni di dessert alla frutta, di tanti colori per inneggiare la Primavera.


Ho usato degli stampini da muffin. La base è quella della torta allo yogurt fatta stavolta con lo yogurt alla fragola. E poi mi sono divertita a farcirli e decorarli con panna e frutta fresca.

Tutto qui. Carini, non vi pare?

Peccato che tra un pò dovrò sorbirmi (comunque vada) tutti i commenti del post partita.........pensatemi, grazie!!

martedì 13 aprile 2010

Mini cheese cake lamponi e cioccolato

Di alcuni dolci preferisco in assoluto le monoporzioni. Per praticità e per presentazione a tavola. E il chees cake è uno di questi.
La versione che vi suggerisco oggi è con lo yogurt al posto della panna e con base e ripieno tutto al cioccolato.

Ingredienti per 7-8 mini cheese cake:

per la base:
g 125 di biscotti secchi tipo digestive
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di cacao amaro
g 80 di burro

per la farcitura:
g 250 di formaggio tipo philadelphia

1 vasetto yogurt ai lamponi da g 125
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di cacao amaro
1 cucchiaio di maizena (o fecola di patate)
g 50 cioccolato fondente
1 uovo
1 pizzico di sale
1 bustina di vanillina

per decorare:
alcuni lamponi freschi
due-3 cucchiaini di zucchero a velo

Sbriciolate i biscotti, unitevi il cacao, lo zucchero e burro fuso e amalgamate per bene. Riempite con il composto ottenuto la base degli stampini. mettete in freezer per 20 minuti circa (o in frigo per un'oretta).
Intanto in una ciotola mescolate per bene la philadelphia con lo yogurt fino a che diventi un composto liscio senza grumi. Unite uno alla volta gli altri ingredienti sempre mescolando per bene, cominciando dall'uovo, poi lo zucchero, il sale, la maizena, il cacao, la vanillina. Infine aggiungete il cioccolato ridotto a scaglie.
Tirate fuori le vostre basi dal freezer e riempitele con l'impasto preparato (circa due cucchiai per ogni base). Infornate a 180° per 20 minuti poi abbassate il forno a 160° e lasciate altri 10 minuti circa.
Fate intiepidire i chees cake quindi decorateli con una salsetta preparata con lamponi tritati e zucchero a velo e sopra alcuni lamponi interi.




Con questa ricetta partecipo al contest "Cheescake dal dolce al salato" di Imma di "Dolci a gò gò!!!"






venerdì 2 aprile 2010

Matza truffles

E chi lo ha detto che senza farina e senza lievito non si posono fare dolci e dolcetti?
Provate ad assaggiare questi piccoli tartufini al cioccolato e poi mi saprete dire. A prova del più esigente dei golosoni.
La ricetta l'ho presa da un sito che presentava idee in cucina per Pesach (la Pasqua ebraica) e unendo due diverse ricette sono venuti fuori questi.
Vorreste assaggiarne uno????

Ingredienti:
2 fette di matza (pane azimo)
2 tazzine di caffè zuccherato
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio abbondante di cacao amaro
la buccia di un limone grattugiata
g 30 di margarina vegetale
5 cucchiai di farina di cocco

In una ciotola sbriciolate le matza. Unite il cacao, 2 cucchiai di farina di cocco, il limone grattugiato e amalgamate per bene. Unite ora il caffè tiepido e la margarina ammorbidita. Impastate con le mani fino ad ottenere un composto bello sodo. Formate delle piccole palline e rigiratele nel cocco rimasto.
Lasciate raffermare in frigo per una mezz'ora prima di servire.
Un piccolo consiglio: essendo pochissimi ingredienti, il segreto stà nella qualità degli stessi. Usate un ottimo cacao amaro e un limone non trattato dalla buccia bella spessa e profumata: faranno la differenza!