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domenica 3 aprile 2011

Cappuccio ai datterini


Fine settimana passato a pulire casa al mare. Sono sfinita! E, ovviamente, non sono nemmeno a metà dell'opera.


Senza contare che appena sarà tutto lindo e pinto la casa sarà "invasa" di gente che inizierà a viverla...e a sporcarla!!


Non mi fraintendete, tutti famigliari, tutti ben accetti, ci mancherebbe. Anzi, non vedo l'ora che quella enorme casa si popoli un pochino.


Però in questo momento se penso alla fatica che ho fatto solo per pulire la cucina, che sarà ovviamente la prima ad essere sporcata, avrei voglia di richiudere a chiave e mettere un cartello con un bel "DIVIETO DI ACCESSO".


Beh, mica male come idea no?


Sono cattiva, lo sò. Ma concedetemi lo sfogo. Solo per un attimo. Solo per oggi.


In realtà siete tutti i benvenuti. Anzi, vi aspetto. E' tutto pronto (o quasi...)



Cappuccio ai datterini

Ingredienti: 1 cavolo cappuccio 1 scatola di datterini Mutti una manciata di olive nere 1 spiccio di aglio 1 piccolo peperoncino piccante sale, pepe e olio per condire Pulite il cappuccio, tagliatelo a listarelle e lavatelo in acqua fredda. Passatelo in una padella ben capiente, aggiungete un bicchiere di acqua circa e fate cuocere per circa 15 minuti fino a che non sarà diventato morbido (se necessario aggiungete ancora un pò di acqua). Quando l'acqua sarà evaporata e il cappuccio bello morbido aggiungete i datterini, le olive, un bel giro di olio, lo spicchio di aglio e il peperoncino. Aggiustate di sale e pepe e lasciate cuocere ancora per 15-20 minuti. Gustatelo caldo con del buon pane casareccio possibilmente cotto in forno a legna. Altro che contorno, per me è una cena completa ogni volta!

martedì 8 febbraio 2011

Rape rosse e patate


Ci sono dei giorni in cui il mio cervello è "off line". Sarà l'inverno, sarà lo stress, sarà lo smog, saranno i rumori del traffico che mi fanno impazzire.
Fatto stà che a volte proprio non riuscirei a contare neanche fino a dieci. Perché pensare a quale numero venga dopo il tre esattamente in fila prima del cinque mi fa già esplodere il cervello. Non chiedetemi poi quanto devono darmi di resto su dieci euro se ne spendo 5,60 perché allora proprio potrei impazzire. Posso solo stendere la mano, aprire il palmo e sperare che quegli spiccetti che il fruttivendolo mi ripone per il resto siano giusti.
Allora già sò che in questi casi meglio non avvicinarsi troppo neanche ai fornelli. Meglio buttarsi su un piatto semplice, colorato, che non necessiti troppa "manutenzione" e che cuocia da solo.
Io nel frattempo provo con un cruciverba o meglio con un crittogramma (che mi piacciono pure di più!)......hai visto mai che mi si ricolleghi il cervello!


Ingredienti per due persone:

3 patate medie
2 rape rosse cotte a vapore
qualche oliva
sale, olio evo, pepe e rosmarino per condire

In una pirolfila da forno adagiate tagliate a fette le rape e le patate. Unite le olive e condite come vi piace con olio, sale, pepe e rosmarino.
Infornate a 200° per 30-40 minuti.

venerdì 15 ottobre 2010

Peperonata piccante

Al mio caro nonno.

Ogni volta che preparo la peperonata mi torna in mente mio nonno paterno. A lui piaceva tanto e mia nonna glie la cucinava spesso.
Così mi capitava sovente in entrare in casa loro mentre pranzavano e vedere lui, seduto a capotavola, con la peperonata nel piatto ancora fumante. Dove puntualmente aveva già schiacciato le patate e allargate perfettamente su tutta la circonferenza del piatto.
Io lo osservavo perplessa difronte a quella operazione curiosa dello schiacciamento delle patate.
Lui mi guardava, mi sorrideva e, avendo già capito cosa la mia mente da bambina curiosa stava osservando, mi spiegava senza troppi fronzoli "Così si raffreddano prima" e dava una forchettata a quel piatto con un gusto tale che sembrava stesse mangiano un filetto dei più prelibati.
E mi sorprendo ogni volta di quanto questo piatto così semplice sia allo stesso tempo tanto evocativo per me. E' incredibile come i ricordi dell'infanzia possano riaffiorare mentre sento l'odore dei peperoni e delle patate che cuociono nel coccio.
Per me è una specie di piccola magia.
Non esiste una ricetta precisa per la peperonata e ognuno ha la sua. Ne trascrivo una orientativa per due o tre persone, proprio per chi non l'ha mai assaggiata e non sà da dove iniziare:
3 patate medie
1 peperone
1 cipolla
2 pomodori pelati con succo
olio extra vergine di oliva
peperoncino e spezie a piacere (io pepe ed origano)
sale per condire
In una pentola di coccio mettete un pò di olio senza essere troppo parsimoniosi.
Aggiungete i pomodori pelati ed accendere a fuoco basso. Quando l'olio e il pomodoro iniziano a scaldarsi mettete le verdure tagliate grossolanamente. Insaporite con sale, peperoncino, origano e pepe (se gradite).
Unite mezzo bicchiere di acqua e fate cuocere per circa 40 minuti.
E' buona calda, ottima riscaldata il giorno dopo!

giovedì 26 agosto 2010

Pomodori a mezzo


Questo è uno di quei piatti della cucina povera che i romani veraci conoscono molto bene.
La ricetta è semplicissima ma non fatevi ingannare, per qualche strano mistero la loro riuscita non è mai altrettanto facile.
Indispensabili sono degli ottimi pomodori casalino.
Che siano di qualità casalino, mi raccomando, i sostituti non valgono, il risultato non é lo stesso.
Quindi prendete i pomodori, lavateli, tagliateli a metà, salateli e metteteli a testa in giù per qualche minuto.
Distribuiteli su una pirofila da forno, mettete uno spicchio d'aglio intero, cospargete di prezzemolo, pepe e origano.
Irrorate con abbondante olio extra vergine di oliva di ottima qualità e infornate a 200° per 40 minuti circa.
Provateli, sono una vera delizia!

martedì 17 agosto 2010

Gratin di patate e provola

Chissà perché le ricette semplici hanno sempre grande successo. Come questa per esempio. Fatta in fretta e furia quasi per sbaglio pur di non buttare della provola che dimorava nel mio frigorifero ormai da qualche giorno.
Incredibile ma vero: ha avuto un successone. Forse perché a prima vista non te lo aspetti.
E cosa ci si potrebbe aspettare da alcune patate bollite se non il sapore delle patate bollite?
Insomma, che dirvi. Sarà che a me le patate piacciono anche bollite, sarà che amo il gusto deciso della provola.
Fatto stà che il mio esperimento è piaciuto un sacco!!



Ingredienti (per due persone):
4 patate di media grandezza
g 100 di provola
un pizzico di pepe
alcuni ciuffetti di burro

Fate bollire le patate (con la buccia) in abbondante acqua per una decina di minuti.
Scolatele, lasciatele intiepidire e sbucciatele. Tagliatele a fettine non troppo sottili e adagiatele in una pirofila da forno. Coprite con fettine di provola, qualche ciuffetto di burro e pepe a piacere.
Infornate a 200° per 20 minuti circa. Servitele tiepide.

Più facile di così!!

giovedì 15 luglio 2010

Hummus di ceci

La prima volta che ho mangiato l'hummus ero in Old Jaffa, si dice sia uno dei porti più antichi del mondo. Era una calda sera di luglio ed eravamo a cena in un delizioso ristorantino abbarbicato sulla montagna con vista mare.
Sia chiaro, sono un pò rigida sul cibo. Non amo mangiare cose che non capisco da dove provengano. Ogni volta che mi si presenta davanti un piatto a me nuovo lo devo osservare e devo capire cosa stò per ingoiare. Guardo i colori, sento gli odori, studio a livello visivo quelli che possono essere gli ingredienti principali. Infine passo all'assaggio.
Ci portano il menu ma senza neanche aprirlo i miei commensali mi spiegano che la cena inizia con dell'hummus accompagnato dalla pita. Alle mie richieste di spiegazione su cosa stessi per mangiare loro, tagliando molto corto, mi hanno semplicemente risposto "l'hummus è hummus, non c'è molto da spiegare. Assaggialo".
La delucidazione non mi era piaciuta affatto. Vedendo la mia espressione perplessa un'altra commensale ha avuto la gentilezza di dirmi che l'hummus era fatto di ceci. Ok, era già un passo avanti. Sapevo che non stavo mangiando carne. Era già qualcosa.
Ma le mie perplessità restavano. E mentre tutti gli altri a tavola ridevano, scherzavano e chiacchieravano aspettando l'antipasto, io leggevo il menu dove inutilmente cercavo di capire cosa contenesse questo hummus. Ovviamente il menu non riportava gli ingredienti, diceva solo hummus, da un lato scritto in ebraico, dall'altro in inglese. La mia curiosità cresceva.
Finalmente ci portano a tavola questo piatto. Rimango perplessa. Gardo la poltiglia incolore adagiata sul vassoio. Cerco di sentirne l'odore. Niente di particolare. Pensavo: "non ci siamo". Niente colore, niente profumo.
Mentre tutti si avventano con un pezzo di pita sulla poltiglia (mi spiegano che è così che si mangia) io più per educazione che per altro prendo il mio pezzo di pita e lo sporco appena con un pò della poltiglia per poi mettermelo in bocca. Quasi ne temevo il sapore.
E' stato un attimo. Non riuscivo a crederci. Fresco, leggero, gustoso. Fu amore a prima vista. L'espressione del mio viso deve essere cambiata perché tutti hanno notato sorridendo la mia sorpresa e il mio compiacimento.
Volevo la ricetta, ho chiesto gli ingredienti ma la risposta è stata "l'hummus è hummus, si fa con i ceci". Si, va bene, pensavo io, i ceci e poi? Insistevo ma nessuno era in grado di darmi spiegazioni maggiori. E si che la maggior parte delle persone sedute a quel tavolo lo preparava praticamente tutte le settimane. Poi ho capito.
Per loro è talmente scontato e normale preparare l'hummus che non gli danno più importanza. Credo sia come chiedere a una di noi come si cuociono gli spaghetti. Non si spiega. Si fa. Normale gesto quotidiano.
Poi mi sono ricordata di quella mia amica irlandese che metteva sul fuoco l'acqua fredda insieme agli spaghetti e aspettava che bollisse l'acqua..........
Ingredienti:
g 250 di ceci
2 cucchiai di tahina
il succo di un limone
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 spicchio di aglio
sale e peperoncino per condire
qualche oliva a piacere per guarnire
La sera prima mettete a bagno i ceci in acqua fredda. La mattina lavateli e metteteli a bollire. Fate cuocere per circa un'ora dal bollore. I ceci devono restare belli sodi.
Una volta cotti scolateli e conservate l'acqua di cottura. Nel mixer unite i ceci (se avete pazienza togliete la buccia), la tahina, l'olio, l'aglio schiacciato, il succo di limone sale ed un pizzico di peperoncino. Frullate il tutto e se occorre aggiungete un pò di acqua di cottura. Deve risultarne un composto omogeneo senza grumi.
Adagiatelo su un piatto da portata e guarnite a piacere con una fettina di limone, olive e peperoncino. E il gioco è fatto!
Accompagnamento ideale è la pita ma a me piace con qualsaisi tipo di pane!

lunedì 24 maggio 2010

Patate agrodolci alle olive

Cucino patate 365 giorni l'anno. Se ne consumano (ne sono praticamente certa!) più a casa mia che in una famiglia di 5 persone del nord Europa. eppure loro ne mangiano di patate.......
Comunque sia, devo andarmi a trovare sempre nuove ricette per portarle in tavola e così sperimento....
Provatele anche voi, questa è una ricetta veloce, facilissima e sono davvero buone!!

Ingredienti per due persone:
g 250 patate (meglio se patatine novelle)
2 cipolline fresche
una decina di olive nere
un cucchiaino di capperi sotto sale

1/2 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaio di aceto di vino rosso
olio extra vergine di oliva
sale

Lavate le patate e scottatele in acqua bollente per 5 minuti. Scolatele, lasciatele intiepidire e pelatele. In una padella antiaderente mettete le cipolline tagliate a rondelle, i capperi sciacquati in acqua fredda, le olive e fate andare a fuoco medio per qualche minuto.
Aggiungete le patate tagliate a cubetti non troppo piccoli (se sono patate novelle intere) e un mezzo bicchiere d'acqua circa in modo da coprire il tutto.
Fate cuocere per 30 minuti circa finchè le patate saranno cotte ma ben sode. Regolate di sale, aggiungete lo zucchero e l'aceto e fate andare ancora pe 5 minuti.
Potete servirle tiepide o anche fredde come insalata estiva.